Per ridurre le emissioni delle navi servono carburanti più puliti e investimenti. Qui entra in gioco lo SMAP (Sustainable Maritime Alternative Propulsion), il meccanismo proposto dalla Commissione europea nel luglio 2026 nell’ambito della revisione dell’EU ETS.

Cos’è e come funziona

L’ETS obbliga le compagnie marittime a restituire quote corrispondenti alle emissioni prodotte dai viaggi soggetti alla normativa. Lo SMAP vuole utilizzare parte di queste quote per sostenere chi impiega carburanti sostenibili o tecnologie di propulsione a emissioni zero, come sistemi elettrici e assistenza eolica.

La proposta prevede fino a 110 milioni di quote tra il 2028 (o il primo anno successivo all’entrata in vigore) e il 2040. Le compagnie potrebbero richiedere le quote ogni anno in base ai consumi o alle riduzioni verificate l’anno precedente.

Il sostegno previsto coprirebbe il 55% del maggior costo ammissibile dei biocarburanti avanzati e del biogas, il 90% per i carburanti rinnovabili di origine non biologica, tra cui gli e-fuel conformi ai requisiti, e l’80% per alcuni combustibili a basse emissioni. Il 90% riguarda anche i costi aggiuntivi ammissibili delle tecnologie di propulsione a emissioni zero.

Le norme da conoscere

Lo SMAP si inserisce in un quadro già operativo. La direttiva 2003/87/CE, modificata dalla direttiva UE 2023/959, ha esteso l’ETS al trasporto marittimo dal 2024, con obblighi progressivi arrivati al 100% delle emissioni considerate nel 2026.

Il regolamento FuelEU Maritime (UE 2023/1805), applicabile dal 2025, impone invece una graduale riduzione dell’intensità dei gas serra dell’energia utilizzata a bordo. Contano anche le norme sulle infrastrutture e sul monitoraggio.

L’applicazione concreta

Immaginiamo una compagnia che voglia rifornire una portacontainer con e-metanolo certificato. Il prezzo superiore rispetto al carburante fossile scoraggia l’acquisto.

Lo SMAP potrebbe compensare parte del divario attraverso quote ETS, previa verifica dei requisiti. Per gli scali significa potenzialmente più domanda di depositi, bunkeraggio e servizi energetici; per spedizionieri e clienti, possibili effetti sui noli.

Le questioni aperte

I produttori di e-fuel chiedono però garanzie a lungo termine: per costruire nuovi impianti servono contratti di fornitura pluriennali.

Nell’ottobre 2026 varie organizzazioni hanno proposto di riservare una quota delle risorse agli e-fuel e permettere di prenotare in anticipo il sostegno.

Lo SMAP potrebbe dunque collegare gli obblighi ambientali agli investimenti industriali. Ma, al 20 ottobre 2026, resta una proposta: importi, procedure e benefici effettivi dipenderanno dal testo definitivo approvato dall’Unione europea.