La Darsena di Levante è destinata a diventare uno dei principali poli container del porto di Napoli. Il progetto prevede una nuova banchina di circa 670 metri, fondali adeguati alle portacontainer di maggiore capacità e una superficie terminalistica superiore a 230 mila metri quadrati.

Le stime disponibili indicano una capacità potenziale compresa tra 800 mila e 1,3 milioni di TEU annui. Il dato dovrà però essere verificato alla prova dei traffici: la disponibilità di nuovi spazi non garantisce, da sola, l’arrivo di nuove linee marittime.

Il vero nodo sarà l’efficienza dell’intera catena logistica. L’aumento dei volumi richiederà controlli più coordinati, documentazione anticipata, sistemi informatici interoperabili e tempi rapidi di svincolo delle merci. In questo quadro, lo sviluppo dello Sportello unico doganale e dei controlli potrà ridurre sovrapposizioni amministrative e soste operative.

Altrettanto decisivi saranno i collegamenti terrestri. Senza raccordi ferroviari, accessi stradali efficienti e integrazione con interporti, depositi e piattaforme retroportuali, il rischio è trasferire la congestione dalla banchina ai piazzali e ai varchi.

Il progetto presenta inoltre una rilevante componente ambientale. La realizzazione della cassa di colmata, i dragaggi e il confinamento dei sedimenti hanno richiesto interventi specifici in un’area caratterizzata da criticità pregresse.

Resta da valutare anche l’impatto occupazionale. La previsione di circa 400 nuovi posti di lavoro, riportata dalla stampa, dovrà essere confermata dal piano industriale e dal modello operativo del terminal.