La recente conversione in legge del Decreto Infrastrutture, avvenuta senza modifiche sostanziali al testo originario, ha lasciato l’intero comparto portuale e logistico con l’amaro in bocca. A esprimere la propria delusione è Assiterminal, che, a nome delle imprese terminalistiche italiane, segnala l’ennesima occasione mancata per intervenire in modo organico sulla governance del sistema portuale nazionale.
Le criticità strutturali del sistema non sono nuove: assenza di un modello di governance unificato, sovrapposizione di competenze, lentezze autorizzative, disparità interpretative tra Autorità di Sistema Portuale e territori. Nonostante le ripetute richieste da parte delle imprese del settore, il provvedimento legislativo è stato convertito senza affrontare questi nodi, lasciando intatte le distorsioni operative che ostacolano la crescita.
Secondo Assiterminal, la norma appena approvata avrebbe dovuto rappresentare un’occasione per restituire centralità al sistema portuale, attraverso una revisione delle AdSP, una chiara definizione del ruolo delle imprese nei processi decisionali e l’introduzione di strumenti di semplificazione. Nulla di tutto ciò si è concretizzato.
Durante il Blue Forum 2025, evento dedicato alla blue economy, il vicepresidente Paolo Cognolato ha denunciato una situazione di persistente incertezza normativa, aggravata da una politica incapace di ascoltare la voce degli operatori. I porti italiani – ha affermato – “restano impantanati in logiche di frammentazione, lentezza decisionale e debolezza istituzionale”.
La mancata risposta ai bisogni delle imprese rischia di tradursi in un progressivo svantaggio competitivo, soprattutto nei confronti dei principali hub del Nord Europa, dove i processi decisionali sono più rapidi, le infrastrutture più integrate e le normative più stabili. In Italia, invece, l’assenza di una strategia unitaria si riflette sull’intera catena logistica, generando inefficienze e incertezze.
Le imprese terminalistiche segnalano inoltre le difficoltà legate alla mancanza di interoperabilità tra i sistemi portuali, all’assenza di coordinamento tra le AdSP e a un sistema normativo spesso soggetto a interpretazioni discordanti a livello locale. Una situazione che complica l’attività degli operatori e rende più onerosa e meno prevedibile la gestione delle operazioni portuali.
Assiterminal ribadisce la necessità di aprire un tavolo permanente con il MIT, le AdSP e le associazioni di categoria, per definire una strategia di riforma concreta e condivisa. Obiettivi prioritari devono essere la semplificazione normativa, l’efficienza operativa e il rafforzamento del ruolo del sistema portuale italiano nel contesto europeo e globale.
La portualità nazionale ha urgente bisogno di una governance stabile, moderna e capace di rispondere con prontezza alle sfide della competitività internazionale. Il tempo delle analisi è finito: ora servono decisioni e atti concreti.
