Il 2026 si apre con prospettive più deboli per il traffico internazionale di merci, in un contesto segnato da tensioni geopolitiche e aumento dei costi operativi. Secondo il WTO, dopo una crescita del 4,6% nel 2025, il commercio mondiale di beni rallenterà all’1,9% , con impatti diretti su trasporti, porti e supply chain.
Uno dei principali fattori critici è la guerra in Medio Oriente, che sta incidendo sulle principali rotte energetiche e commerciali. Il blocco parziale dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz, da cui passa circa il 20% del petrolio mondiale, ha determinato un aumento dei prezzi energetici e dei costi di trasporto . Questo si traduce in noli più elevati, maggiori premi assicurativi e rotte più lunghe per il trasporto marittimo.
Nonostante il contesto, alcuni indicatori mostrano ancora segnali di tenuta. Il traffico container globale, misurato dal Global Container Throughput Index, ha registrato un aumento del 6,1% su base annua a gennaio 2026 . Tuttavia, la crescita è trainata quasi esclusivamente dall’Asia, con i porti cinesi in forte espansione (+11,4%), mentre il resto del mondo cresce a ritmi molto più contenuti.
Dal punto di vista dei flussi commerciali, si conferma una forte concentrazione geografica: l’Asia resta il principale motore degli scambi globali, mentre l’Europa mostra una crescita limitata, con esportazioni previste in aumento di appena lo 0,5% nel 2026 . Questo scenario suggerisce un rallentamento anche per i traffici logistici europei e, di conseguenza, italiani.
Un ulteriore elemento rilevante per il settore logistico è la trasformazione della domanda: i flussi sono sempre più orientati verso beni ad alta tecnologia, in particolare legati all’intelligenza artificiale, che richiedono catene di approvvigionamento più complesse e specializzate.
In sintesi, il 2026 si prospetta come un anno di transizione per la logistica globale: crescita più contenuta, costi in aumento e maggiore incertezza. La resilienza delle supply chain dipenderà dalla capacità degli operatori di adattarsi a rotte instabili, nuovi equilibri geografici e cambiamenti nella composizione delle merci trasportate.
