Il Porto di Napoli si conferma sempre più al centro del dibattito nazionale sulla sostenibilità del sistema portuale. Il 9 aprile 2026 lo scalo partenopeo ha ospitato il workshop promosso da Assocostieri dedicato alla transizione energetica in ambito portuale, riunendo istituzioni, operatori logistici ed energetici, insieme a rappresentanti del mondo industriale.
L’incontro ha rappresentato un momento di confronto operativo su strumenti e modelli necessari per accompagnare la decarbonizzazione dei porti italiani, sempre più chiamati a svolgere un ruolo attivo anche sul piano energetico. Al centro dei lavori il cold ironing, ovvero l’elettrificazione delle banchine, che consente alle navi in sosta di spegnere i motori alimentandosi dalla rete elettrica di terra, con una significativa riduzione delle emissioni inquinanti e dell’impatto ambientale nelle aree urbane.
Accanto a questo tema, grande attenzione è stata dedicata alle Comunità Energetiche Rinnovabili e ai modelli di autoconsumo collettivo. L’idea emersa è quella di trasformare i porti in veri e propri hub energetici, capaci non solo di consumare energia ma anche di produrla e condividerla, integrando fonti rinnovabili e sistemi di gestione intelligente.
Durante il workshop è emersa la necessità di definire un quadro regolatorio chiaro e stabile, in grado di favorire gli investimenti e garantire certezze agli operatori. In particolare, è stato sottolineato come l’implementazione del cold ironing richieda non solo infrastrutture adeguate, ma anche modelli di gestione sostenibili e un sistema di incentivi che ne favorisca la diffusione.
Il confronto ha inoltre evidenziato il ruolo strategico delle autorità portuali nel coordinare i diversi attori coinvolti e nel facilitare l’integrazione tra logistica ed energia. La transizione, infatti, non riguarda soltanto l’adozione di nuove tecnologie, ma implica una trasformazione complessiva del modello operativo dei porti.
Il workshop di Napoli ha così confermato come la sfida energetica rappresenti uno dei principali assi di sviluppo del sistema portuale italiano, con implicazioni dirette sulla competitività, sulla sostenibilità ambientale e sulla qualità della vita nei territori urbani che ospitano gli scali.
