Dal 1° luglio 2026 le spedizioni e-commerce di modico valore provenienti da Paesi extra-UE sono entrate in una nuova fase. L’Unione europea ha infatti eliminato la precedente franchigia dai dazi per le spedizioni fino a 150 euro, introducendo un dazio doganale temporaneo di 3 euro per articolo. La misura resterà in vigore, salvo modifiche, fino al 1° luglio 2028.
È importante chiarire che i 3 euro non vengono applicati semplicemente a ogni singolo pezzo contenuto nel pacco. Il calcolo avviene in base alla tipologia di articolo individuata attraverso la classificazione tariffaria. ADM riporta un esempio particolarmente chiaro: una spedizione contenente cinque magliette della stessa tipologia comporta un dazio di 3 euro, mentre una spedizione con una maglietta e un orologio comporta un dazio di 6 euro, perché sono presenti due differenti tipologie di articolo.
Il nuovo regime riguarda le merci vendute a distanza, spedite da Paesi terzi e contenute in spedizioni con valore intrinseco complessivo non superiore a 150 euro, secondo le condizioni previste dalla normativa europea. Il pagamento ricade sul dichiarante doganale, che può essere il venditore, l’importatore, il titolare IOSS o, nei casi previsti, il rappresentante indiretto.
La scelta europea nasce anche dall’enorme crescita dell’e-commerce internazionale. Nel solo 2025 sono entrati nell’UE quasi 5,9 miliardi di articoli di modico valore provenienti da Paesi terzi. Secondo ADM, questo aumento dei volumi ha reso ormai superato un sistema di esenzione nato quando la gestione amministrativa di milioni di piccoli invii sarebbe stata sproporzionata rispetto al valore delle merci.
Ma il dazio da 3 euro è soltanto una delle novità. Dal 1° novembre 2026 è previsto un ulteriore passaggio: diventerà obbligatorio l’utilizzo dei Product Identifiers (PID), già dichiarabili su base volontaria dal 1° luglio. Questi codici consentiranno una più precisa identificazione dei prodotti e contribuiranno a rafforzare tracciabilità e controlli sulle merci non conformi o potenzialmente pericolose.
Per importatori, marketplace e operatori della logistica internazionale, il cambiamento è quindi più ampio del semplice costo aggiuntivo di 3 euro. Classificazione tariffaria, qualità dei dati, identificazione delle merci e correttezza della dichiarazione doganale diventano elementi sempre più centrali nella gestione delle spedizioni e-commerce.
